120MameliStrasse

La risposta alla domanda come sarà l’imprenditore del futuro io ce l’ho.
L’ho capito ieri.

Cristina, TAC al posto degli occhi, tagliano a fettine ogni cosa per scoprire le assonanze e le risonanze che innescano l’energia che alimenta il motore della sua curiosità primordiale.
I suoi occhi ascoltano, le orecchie toccano, in lei è tutto rocambolesco e il suo aspetto converge inevitabilmente nelle gambe, indipendenti dal resto del corpo che la portano a muoversi con rapidità e sanno arrivare in luoghi diversi rispetto allo sguardo, il tempo non è un suo problema, ma è veloce a prescindere. E’ un modo d’essere di chi ha vissuto il lavoro in famiglia, imparando dal padre non attraverso le parole ma dalle occhiate torve che ti fanno sentire sempre inadeguato e innescano la fame di andare bene e di essere approvato.

Capelli azzurri portati come se fossero cresciuti così.
Nulla in lei è riferibile a qualcosa o qualcuno
Racconta di intuizioni, di richieste fatte all’universo, di segni del destino, di coincidenze sorprendenti con una serietà e una fiducia da folletto dei boschi e, grazie alla sua capacità e al coraggio di affidarsi all’intuito ha costruito pezzo dopo pezzo la sua impresa.
Ogni cosa, ogni angolo ha una storia e, i colori anche.
Qualcuno conosce il colore del dorso del delfino?
Io, che del colore ho fatto una parte del mio mestiere non ne avevo mai sentito parlare e, all’improvviso me lo trovo lì davanti agli occhi che avvolge la struttura di una scala e penso sorridendo: si, ha ragione, che altro colore poteva essere?
Ti ritrovi nel suo mondo in modo naturale, solo quando sei pronto ad entrare, lei è li che ti aspetta.
Risponde alle prime domande caute (la bottega è stracolma), in modo puntuale senza enfasi, ti lascia il tempo di confrontare i tuoi gusti con la sua proposta, di capire cosa ti piace e cosa no, di toccare, di confrontare, di muoverti e di capire proprio bene di cosa NON hai bisogno ma dal quale non puoi più staccarti.
Chi non ha “strasse” come le chiama lei, asciugamani, strofinacci, lenzuola, coperte, a sufficienza in casa?
Eppure davanti a quella così lì, che vedi e che tocchi e che ti racconta, non puoi più farne a meno, è già tua. Sei certa che l’abbia selezionata per te.

L’intreccio delle trame, la consistenza di un tessuto, gli scozzesi, le righe, i fiori e i colori sono il preludio alle mille storie che contengono, di luoghi, di persone di arte, di mani e di occhi.
In questo progetto ci siamo prefissate di mettere in luce attraverso l’immagine e la scrittura il “Bel Lavoro” delle imprese virtuose e credo che Cristina abbia riassunto e condensato tutto questo in una frase: ditelo che avere la partita iva (lei la chiama partita VAI) non deve far paura, i negozi chiusi sono una ferita, i giovani e le città hanno bisogno di coraggio. A tale scopo alimenta il coinvolgimento del territorio ospitando in negozio il lavoro di poeti, fotografi, pittori e artigiani.
C’è una parete piena di foto antiche legate a dei fili intrecciati e, alla mia domanda se fossero parenti suoi, mi risponde con un sorriso semplice e mi dice: no, non so neanche chi siano, li ho adottati…
Nulla da aggiungere, solo incanto di lei.

 

Fotografie di Antonella Vecchi
Storytelling di Maria Rosa Ambroso

 

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