Alessandra Broggiato

Alessandra Broggiato racchiude in sé l’impresa, particolare e insolita.

Ci accoglie in un luogo curatissimo, ricco di colori, fiori, cappelli, vestiti e scarpe e ogni oggetto è un’estensione della sua espressione creativa, unica e bellissima.
Per capire subito qualcosa in più di lei, i suoi oggetti vanno osservati nei punti non visibili, dentro, nelle pieghe, nei “retro”: qui si cela il vero linguaggio parallelo di Alessandra, fatto di senso e cura.
Ci offre un caffè sul divano che era stato di suo padre e, per lei, è come accoglierci in famiglia, offrendoci un pezzetto dei suoi ricordi e del suo vissuto.
Ci racconta della sensibilità del padre, e gli dedica una tenerezza accarezzando il tessuto verde acceso del divano con mani imparate, ereditate dell’uomo che le ha trasmesso la passione e il gusto per i tessuti.
Affinché la trasformazione avvenga non serve solo l’abilità, ma è necessario saper cogliere il guizzo del cuore e collocarlo in uno solo tra gli infiniti percorsi che la curiosità e la ricerca incessante hanno solcato in tanti anni. E lì, concentrarsi unendo gusto, sensibilità e femminilità.

E poi volare.

Volare sopra alle mode, sopra ai conti economici, sopra alla fatica e fermarsi un momento per stare con la felicità dell’atto creativo, brevissima ma totale.
“Lei è una Madre Natura” mi sono ritrovata a pensare sorridendo.
Il sorriso è la prima cosa che nasce sul viso appena si entra in quella magia.
Ti piace tutto e non vedi l’ora di indossare qualcosa di quelle meraviglie che hanno il potere straordinario di farti sentire bella: basta appuntare un fiore sulla giacca o tra i capelli e avviene la trasformazione.
I colori, la morbidezza dei petali, le trame dei tessuti, generano un corto circuito con le cellule del tuo corpo e la visione di te stessa si mescola al piacere di indossare quel fiore e non si capisce più chi dà luce all’altro.
Ci racconta della sua impresa con orgoglio e riconoscenza, sa di avere un dono, e sa che gli costa caro in termini di impegno, ma non se ne prende l’unico merito, ringrazia sempre le “sue ragazze” che la aiutano silenziosamente e traducono i suoi impulsi nei capolavori che tutti possiamo apprezzare.

Pensare, fare e non accontentarsi.

Queste tre cose credo siano alla base del lavoro di Alessandra unite alla grande energia di chi riesce a vedere prima della trasformazione, di chi sa affidarsi al sogno, di chi si gode il percorso per arrivarci, di chi sa dire grazie e di chi lavora onestamente.
Credo che Alessandra abbia un dono più speciale degli altri: sa ascoltare il silenzio.
Legge negli sguardi, nei passi, nei battiti di ciglia, in una stretta di mano, in una carezza accennata.
Per questo i fiori sbocciano per lei, perché sanno che per loro farà la differenza:  vivranno per sempre.

 

Fotografie di Antonella Vecchi
Storytelling di Maria Rosa Ambroso
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