Ascolto attivo: che cos’è e come applicarlo

Come applicare l’ascolto attivo nel nostro quotidiano? E che cosa si intende per ascolto attivo?

 

L’ascolto attivo è una forma di ascolto aperto, non giudicante. L’ascolto attivo è una modalità utile e necessaria nella relazione con l’altro. 

 

Grazie alla sua applicazione, si abbattono muri e si creano possibilità.

Dunque, come faccio a sapere se quando ascolto sono davvero in questa modalità?

 

Otto Scharmer, nei suoi Fondamentali della Teoria U, parla di ascolto attivo in un modo che trovo davvero pragmatico e concreto; grazie a lui mi è facile disegnare in modo netto i contorni dell’ascolto attivo.

 

Ora si, sento che posso praticarlo consapevolmente, perchè ne ho compreso le sfumature e le possibilità di applicazione.

Scharmer parla di quattro tipi di ascolto, ognuno dei quali ha una diversa sorgente:

 

  1. L’ascolto abituale (o download), che viene dalle esperienze del passato. Applichiamo l’ascolto abituale quando troviamo la conferma di ciò che già sapevamo.
  2. L’ascolto fattuale, che viene attivato con una mente aperta, pronta ad accogliere i dati e a cogliere ed analizzare le informazioni contradditorie. Applichiamo l’ascolto fattuale quando siamo aperti ed interessati a ciò che ci arriva sospendendo il giudizio. E questa è la vera sfida!
  3. L’ascolto empatico, che viene aprendo il cuore: applichiamo l’ascolto empatico quando entriamo in sintonia con l’altro e guardiamo le cose con i suoi occhi.
  4. Infine, l’ascolto generativo, quello che spilla da una volontà aperta al nuovo e alle possibilità. Applichiamo l’ascolto generativo quando l’obiettivo è quello della scoperta, qualunque sia la fonte.

Una grande leadership, continua Scharmer, risiede proprio nel saper prestare attenzione, avendo la capacità di muoversi tra i quattro tipi di ascolto – tutti egualmente importanti – a seconda delle circostanze. 

Luisa Capitanio

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