La leadership inclusiva

La chiave per passare da una leadership top down a una leadership inclusiva è quella di puntare direttamente sulle persone che compongono un’organizzazione, valorizzare le loro caratteristiche e diversità.

Ma perché passare da uno stile di guida basato sul controllo a uno basato sulla collaborazione e  condivisione, ben sapendo quanto investimento di energia e di tempo può comportare questo diverso approccio?

Adottare una leadership inclusiva significa dare priorità alla  valorizzazione delle diversità (di età, di genere, di etnia, di personalità, di formazione, di cultura, di storia personale ecc.). 

Significa accogliere punti di vista diversi e favorisce la creazione di team multidisciplinari ad alto livello di condivisione.

Favorisce  quindi  la ricerca di soluzioni innovative, l’emergere una collaborazione proattiva  e consente a tutti di contribuire attivamente al successo dell’organizzazione.

Ciò consente un ambiente di diffusa sicurezza psicologica che offre a tutti l’opportunità di portare il proprio vero sé al lavoro e  di stimolare pertanto le cosiddette risorse umane  a trasformarsi da soggetti dipendenti a soggetti contributori, offrendo la versione migliore di sé.

Quale potrà essere il vantaggio finale di tutto questo coinvolgimento? 

Sfruttare le diverse capacità, peculiarità e competenze  della forza lavoro e porta le organizzazione a fare un balzo in avanti  nell’evoluzione della cultura organizzativa. 

Il frutto della  leadership inclusiva è quello di ottenere  un effetto moltiplicatore dei talenti che si traducono in risultati: di idee, di innovazione, di produttività.

Antonella Vecchi

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