Come sviluppare la leadership inclusiva partendo dagli spazi

Sperimentiamo ogni giorno che lo spazio nel quale si vive e si lavora influenza i nostri comportamenti, attivando un impatto significativo in termini di relazioni, di stili di leadership e di visione del sé.

Come può essere sviluppato uno stile di leadership inclusiva attraverso una nuova progettazione degli spazi di lavoro?

Vediamolo con caso pratico.

Francesca, dopo trent’anni di lavoro nell’azienda di famiglia, succede al padre nel ruolo di amministratore delegato.

Francesca è consapevole che il mondo del lavoro è cambiato e sente la necessità di adeguare la struttura organizzativa al proprio ideale di azienda e di affermare la propria leadership.

L’obiettivo di Francesca è dare una svolta virtuosa alla cultura organizzativa e migliorare il servizio ai clienti per rafforzare e consolidare le collaborazioni interne ed esterne. 

Si parte da una organizzazione degli spazi he esprime l’approccio verticistico della precedente leadership: 

 

·      piano secondo: direzione;

·      primo piano: middle management;

·      piano terra: operativi;

 

Il risultato? Una cultura organizzativa tendente alla divisione, alla gestione delle informazioni come elemento di “potere” e all’inevitabile impatto negativo sul servizio al cliente.

Francesca ha l’obiettivo di: 

 

·      favorire la comunicazione interna;

·      coinvolgere tutti indipendentemente dal ruolo svolto;

·      avvicinare Francesca alle persone rendendola leader di una squadra capace di crescere e collaborare;

 

A seguito di un intervento con approccio integrato -spazi-persone-processi-è stato possibile raggiungere gli obiettivi di Francesca attraverso un approccio di leadership inclusiva.

 

In che modo?

Spazi: 

 

·      secondo piano: amministrazione finanza e controllo per favorire la privacy

·      primo piano: due open-space nei quali i team leader lavorano gomito a gomito con i propri collaboratori;

·      piano terra: sale riunioni di diversa dimensione, area break, zona attesa e aree lounge.

 

Trasferendo al piano terra gli spazi per la condivisione, il confronto informale, le riunioni e l’accoglienza dei visitatori il personale ha abbandonato un po’ alla volta la posizione statica della propria scrivania favorendo una relazione più fluida tra colleghi.

Inoltre, l’aver reso il piano terra un luogo di sperimentazione fortemente interattivo, ha permesso a Francesca di veicolare attraverso di esso il proprio stile e di far vivere a collaboratori, clienti e fornitori un nuovo approccio al lavoro.

 

Persone: 

·      creare rituali, riunioni di confronto;

·      condividere le informazioni connesse ai KPI scelti, con modalità e periodicità stabilite;

·      facilitare la relazione implementando progetti extra (ad esempio, lavorare sulla cultura organizzativa);

·      invitare la leader a celebrare i successi insieme al team;

·      creare strumenti “istituzionali” per favorire le proposte di miglioramento (es. house organ).

 

Processi: 

·      dati i KPI di riferimento, definire un “punto zero” dal quale partire;

·      definire un obiettivo SMART di miglioramento;

·      mappare periodicamente il consuntivo e verificarne lo stato di avanzamento rispetto all’obiettivo;

·      evidenziare eventuali criticità;

·      mettere in campo azioni correttive.
     

A sei mesi dal completamento del progetto, i risultati sono evidenti.
La relazione tra le persone è più cordiale, proattiva e aperta; grazie a questo il tempo di risposta al cliente si è ridotto del 30% e sono calati i “giri a vuoto”!
I fatturati di vendita del periodo sono incrementati a due cifre come conseguenza di una più efficiente gestione delle offerte e Francesca è una leader riconosciuta e apprezzata da tutti, sia in azienda che all’esterno.

 

“Fai in modo che gli spazi comunichino
la cultura che vuoi 
per la tua organizzazione.”

Maria Rosa Ambroso

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